15 giugno 2025 • 8 minuti
European Accessibility Act 2025: checklist operativa per musei e aziende
Amministratore
Dal 28 giugno 2025, l'European Accessibility Act (EAA) - recepito in Italia con il D.Lgs. 82/2022 - impone nuovi requisiti di accessibilità a un'ampia gamma di prodotti e servizi. Per chi lavora nel settore culturale, come facciamo noi ogni giorno, questo non è solo un obbligo normativo: è l'occasione per ripensare il modo in cui accogliamo tutti i visitatori.
Cos'è l'European Accessibility Act
L'EAA è una direttiva europea (2019/882) che armonizza i requisiti di accessibilità in tutta l'Unione Europea. L'obiettivo è eliminare le barriere che impediscono alle persone con disabilità di accedere a prodotti e servizi di uso quotidiano. Non si tratta di una raccomandazione: è una legge, con sanzioni per chi non si adegua.
La direttiva copre servizi digitali, terminali self-service, e-commerce, servizi bancari e di trasporto. Ma il suo impatto sul settore culturale è enorme, perché coinvolge tutti i servizi digitali offerti al pubblico: siti web, app, totem interattivi, sistemi di biglietteria, audioguide digitali.
Chi deve adeguarsi
L'EAA si applica a tutte le imprese che offrono prodotti o servizi ai consumatori nell'UE, con alcune esenzioni per le microimprese (meno di 10 dipendenti e fatturato sotto i 2 milioni di euro). Attenzione però: anche le microimprese che gestiscono servizi digitali per conto di enti pubblici devono rispettare i requisiti.
Nel concreto, per il settore museale e culturale questo significa che devono adeguarsi:
- Musei, fondazioni e istituzioni culturali con servizi digitali al pubblico
- Aziende che forniscono tecnologie e allestimenti per spazi espositivi
- Fornitori di soluzioni di biglietteria, audioguide e contenuti multimediali
- Gestori di e-commerce legato a bookshop e merchandising museale
Requisiti specifici per gli spazi culturali
Nella nostra esperienza quotidiana di progettazione di soluzioni accessibili per musei e chiese, vediamo spesso confusione su cosa richieda concretamente la normativa. Proviamo a fare chiarezza.
L'EAA richiede che le informazioni siano percepibili attraverso più canali sensoriali. Questo significa che un contenuto visivo deve avere un equivalente tattile o uditivo, e viceversa. I requisiti principali per gli spazi culturali includono:
- Accessibilità dei contenuti digitali: siti web e app conformi alle WCAG 2.1 livello AA
- Terminali e totem interattivi: utilizzabili anche da persone con disabilità visive, uditive e motorie
- Sistemi di wayfinding: percorsi comprensibili attraverso più canali sensoriali (visivo, tattile, uditivo)
- Contenuti informativi: disponibili in formati alternativi (testo, audio, Braille, LIS)
- Biglietteria e servizi online: processi di acquisto completamente accessibili
Piano di adeguamento in 5 fasi
Dopo aver lavorato con decine di istituzioni culturali in tutta Italia, abbiamo sviluppato un approccio pragmatico all'adeguamento. Ecco il piano che proponiamo:
Fase 1 - Audit dello stato attuale (1-2 mesi)
Mappare tutti i punti di contatto con il pubblico: dal sito web alla segnaletica interna, dai totem informativi alle didascalie. Per ogni elemento, verificare se l'informazione è accessibile attraverso almeno due canali sensoriali. Documentare le criticità con priorità alta, media e bassa.
Fase 2 - Progettazione degli interventi (1-2 mesi)
Definire le soluzioni per ogni criticità identificata. Qui è fondamentale non pensare all'accessibilità come un'aggiunta, ma come parte integrante del progetto. Un pannello visivo-tattile realizzato in resina trasparente a rilievo non è un "pannello per ciechi": è un supporto comunicativo più ricco per tutti.
Fase 3 - Adeguamento digitale (2-3 mesi)
Portare sito web, app e servizi online alla conformità WCAG 2.1 AA. Implementare tag QR e NFC accanto alle opere per collegare audiodescrizioni, video in LIS (Lingua dei Segni Italiana) e contenuti in Braille digitale. Questa fase spesso rivela quanto i contenuti digitali esistenti siano carenti anche per il pubblico normodotato.
Fase 4 - Interventi fisici e multisensoriali (3-6 mesi)
Installare pannelli visivo-tattili con rilievi in resina trasparente e testi in Braille. Creare modelli tridimensionali esplorabili al tatto delle opere principali. Predisporre postazioni con stampa a microcapsule per mappe tattili. Implementare sistemi di wayfinding multisensoriale con pavimentazioni tattili e indicatori sonori.
Fase 5 - Formazione e monitoraggio (continuativo)
Formare il personale sull'accoglienza di visitatori con diverse disabilità. Stabilire un protocollo di verifica periodica dell'accessibilità. Coinvolgere associazioni di persone con disabilità nei test di usabilità. L'accessibilità non è un traguardo: è un processo continuo.
Come le soluzioni multisensoriali rispondono ai requisiti EAA
Le soluzioni che sviluppiamo quotidianamente nel nostro laboratorio di Torino rispondono direttamente ai requisiti dell'EAA:
- Pannelli visivo-tattili in resina trasparente a rilievo: soddisfano il requisito di percepibilità multi-canale, permettendo l'esplorazione sia visiva che tattile della stessa opera
- Tag QR e NFC: collegano il supporto fisico ai contenuti digitali accessibili (audiodescrizioni, video LIS, testi in formato leggibile da screen reader)
- Modelli 3D esplorabili: rendono comprensibili al tatto architetture, sculture e opere complesse
- Stampa a microcapsule: permette la produzione rapida di mappe tattili e schemi esplorativi
- Video in LIS: garantiscono l'accesso ai contenuti per le persone sorde
L'EAA non è un ostacolo burocratico. È il riconoscimento formale che l'accessibilità è un diritto, non un optional. E dalla nostra esperienza, ogni museo che ha investito in accessibilità ha visto crescere non solo il numero di visitatori con disabilità, ma la soddisfazione di tutto il pubblico.
Se avete bisogno di capire a che punto siete con l'adeguamento, o volete un audit del vostro spazio culturale, contattateci. È quello che facciamo ogni giorno.
